Malarotta,discarica per altri sei mesi.
L'ordinanza del commissario
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domenica 15 gennaio 2012
Rifiuti, Italia condannata
dalla corte dei diritti dell'uomo
I giudici: lo Stato a partire dal 1994 non è stato capace di gestire la crisi dell'immondizia
I giudici di Strasburgo hanno ritenuto che la vita e la salute dei ricorrenti non sono state messe in pericolo dall'emergenza rifiuti e che gli studi scientifici presentati dalle parti sull'esistenza di un legame tra un aumento dei casi di cancro e la gestione dei rifiuti in Campania arrivano a risultati divergenti.
Allo stesso tempo la Corte di Strasburgo non ha riconosciuto l'indennizzo di 15 mila euro per danni morali richiesto dai ricorrenti asserendo che la constatazione della violazione del loro diritto alla vita privata e familiare è da considerarsi una riparazione sufficiente del danno morale subito.
I giudici hanno anche stabilito che lo Stato italiano dovrà versare all'avvocato Errico di Lorenzo, che oltre a rappresentare il gruppo è uno dei ricorrenti, 2.500 mila euro per le spese legali sostenute. L'avvocato aveva richiesto oltre 20 mila euro.
Le reazioni. Immediata la reazione del sindaco di Napoli Luigi de Magistris. "Viviamo nel paradosso per cui noi che stiamo risolvendo i problemi subiamo la condanna per fatti determinati da chi non ha saputo gestire e ha creato disastri. Le sentenze vanno rispettate e le sentenze arrivano sempre dopo che i fatti sono accaduti. E' importante però che le 'fotografie' che hanno determinato questa sentenza non ci siano più. A noi tocca convincere la comunità internazionale che le cose stanno cambiando e che da parte di questa amministrazione c'è tutto l'impegno".
"La condanna che arriva all'Italia dalla Corte dei diritti dell'Uomo di Strasburgo per la situazione dei rifiuti di Napoli è purtroppo comprensibile - ha detto Ermete Realacci, responsabile Green economy del Pd - . Del resto è impossibile far capire all'estero quello che è accaduto in Campania e in altre parti d'Italia sul fronte dell'emergenza rifiuti. C'è uno 'spread' di civiltà e di efficacia delle politiche pubbliche che pesa sul nostro paese e va colmato una volta per tutte".
(10 gennaio 2012) © Riproduzione riserv
domenica 1 gennaio 2012
La Rete Civica della Campania
Rifiuti, il Comune irremovibile Vincolo urbanistico contro inceneritore
Approvata delibera con la quale la giunta si oppone alla costruzione impianto su tutto territorio città. Si apre la strada alla realizzazione di un impianto per trattare l ' umido e materiale da riciclo
Il braccio di ferro tra Comune di Napoli e Regione Campania sul tema rifiuti, e, soprattutto, sulla scelta del termovalorizzatore come impianto per Rifiuti, il Comune irremovibile Vincolo urbanistico contro inceneritorechiudere il ciclo di smaltimento registra un nuovo round. La giunta guidata da Luigi de Magistris, che del ' No ' all ' inceneritore ha fatto programma elettorale, ha approvato oggi una delibera con la quale conferma la volontà di opporsi con tutti i mezzi a propria disposizione alla costruzione di un inceneritore.
Il documento, proposto dall ' assessore all ' Urbanistica Luigi De Falco e dal vicesindaco Tommaso Sodano, che ha anche la delega all ' Ambiente, mira a porre un vincolo urbanistico sulla possibilità di costruire un impianto di quella tipologia sull ' intero territorio comunale. La delibera infatti precisa che l ' amministrazione, "nell ' interesse pubblico, intende procedere a prevedere, all ' interno delle norme di attuazione del Prg vigente, una norma che escluda nel territorio del comune di Napoli la possibilità di realizzare impianti di incenerimento".
"Questo atto - dice Sodano - è stato stilato in conformità alla delibera approvata il 16 giungo scorso, nella quale si stabiliva di dover compiere ogni azione tesa alla individuazione di una soluzione che escludesse la realizzazione dell ' inceneritore a Napoli Est in quanto ritenuto non necessario. E apre la strada per la realizzazione in città di un impianto per il trattamento della frazione umida e un impianto di selezione finalizzato alla valorizzazione di materiali".
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